mercoledì 30 settembre 2009

Capaci di amare

Man mano che rientro nell'atmosfera delle scuole superiori ricordo quali erano i punti di aggancio maggiori con il loro linguaggio. Uno era ed è sicuramente la musica. Chiedo loro di scegliere una canzone a piacere e analizziamo i contenuti e i messaggi.
In una bellissima terza ha funzionato alla grande. Bellissima perchè sono ragazzi calmi, rispettosi e vivaci nel dialogo.
Il discorso è andato sull'amore, il desiderio di amare, la capacità di amare.
- Cosa significa essere capaci di amare secondo voi?
- DARE TUTTO - salta con veemenza E.
- Dare tutto ??? Spiegati
- Dare tutto significa ascoltare, guardare, dedicare tempo essere disponibili...
- Fuochino
- Desiderare la felicità dell'altro! - si lancia timidamente L.
- Fuochino
- ....
- Forza ragazzi ci siete quasi
- Volere il bene dell'altro ?
- Bravissimo. Perchè questa è la risposta migliore rispetto alle altre?
- BOH!
- Pensateci, se io desidero che tu sia felice sempre cosa ti impedirò di fare?
- Mi vizi perchè io abbia sempre tutto
- Bravo. Se io voglio il tuo bene?
- Sei capace di negarmi qualcosa!
- Bravissimo, ossia ti insegno a vivere la sofferenza e il dolore che fanno parte della vita e non si possono evitare.
Si alza G. e con aria molto seria dice:
- Allora perchè è proibita la tortura ???
Una cosa avevo dimenticato, come ci si diverte con i ragazzi, ogni lezione riusciamo a farci delle sonore risate!

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martedì 29 settembre 2009

Questioni di "potere"

Ci sono dei termini che comunque si dicano in alcuni contesti provocano .....reazioni vivaci. Se volete trasformare una classe in un salone di Amici miei provate a dire ..."Chiesa". Non importa se ad alta voce, sussurato o detto all'interno di chissà quale discorso, basta dirlo, e la miccia è innestata.
Mentre cercavo di non sentirmi proprio come Maria De Filippi gli animi si scaldavano sempre di più neanche dovessero difendere chissà quale titolo o diritto. Le voci si alzavano, i volti arrossivano, urlavano uno contro l'altro anche se sostenevano le stesse affermazioni.
Quando ormai la temperatura era sufficientemente alta e non riuscivo più a non ridere ho alzato la mano per cercare di avere la parola e ristabilire il silenzio. (Non sempre funziona, ma uno ci prova)

M. ormai lanciato nella sua disquisizione desiderava terminare la sua arringa.
- PERCHE' CI DEVONO DIRE QUELLO CHE DOBBIAMO O NON DOBBIAMO FARE PERCHE' LO DICE DIO, E CHI E' DIO PER DIRCI QUELLO CHE DOBBIAMO O NON DOBBIAMO FARE???
Non è stata solo Bella Proff a scoppiare a ridere, era in buona compagnia!

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martedì 22 settembre 2009

Alunni ritrovati

- Può dirmi dove trovo la 2A ?
- Si....
- Proffy è qua la stavamo aspettando
- Ma non mi aveva detto che era il primo anno che insegnava qui?
- Già ma noi la conosciamo dalle medie, è una proffy che non ci abbandona!
Capita alle volte nel cambio delle scuole di ritrovare alunni, capita di trovarseli nelle varie prime sparsi qua e là, ma trovarsene ben cinque in una classe dopo due anni è stata davvero una sorpresa. Naturalmente i più vivaci!

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giovedì 17 settembre 2009

Generazioni che cambiano

Ingresso in una prima .... di 24 alunni di sesso maschile.
- Buongiorno ragazzi!
- Buongiorno
- Io sono l'insegnante di religione, mi chiamo Bru......
- Ha il contatto su Facebook ???
- ....Si, per iniziare a conoscerci avevo pen....
- e su messanger ?
- ma siete abituati ad interrompere sempre?
- accetti i contatti di tutti prof ?
- ..... pensate che su facebook riesco a parlare con voi? E' un modo alternativo per fare lezione?
- certo prof è più divertente, soprattutto se conosce tante ragazze !
Si credo che alcuni parametri e schemi vadano resettati anche quest'anno.

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martedì 15 settembre 2009

Ritorno alle superiori

Evviva si torna alle superiori!
Questo era il grido di battaglia che Bella Proff si ripeteva stamani prima di entrare in classe. Poi trovandosi davanti la prima classe di tutti maschi ha leggermente vacillato. Alla seconda ha iniziato a rendersi conto che doveva resettare due anni di medie.
- Quali interessi avete ?
- Calcio
Neanche a chiederlo!
- Proffy ci manchi !!! - stasera tra messanger e facebook era un continuo di messaggini.
Ragazzi mancate tanto anche a me e non l'avrei mai detto!

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giovedì 10 settembre 2009

Lo scippo

Uno degli episodi più tristi che abbiamo vissuto è stato quello dello scippo.

- Sono tutti ladri state attenti!

Questo era il ritornello che continuavamo a sentire. Così mentre si caricavano le valige sul pullman quando stavamo sulla strada ci si fermava in più persone per aiutare e controllare.

Avevamo appena finito questa operazione ed era rimasto solo un ragazzo con una piccola borsa a tracolla. Per sistemare meglio alcune cose l'ha posata un attimo a terra e neanche a dirlo passava di là un ragazzino che l'ha presa al volo e ha cominciato a correre. Urla, strilli, …..tutti via di corsa all'inseguimento. Il povero ladro non poteva immaginare di aver scippato un atleta che nonostante lo scatto ritardato rispetto alla sua corsa l'ha raggiunto e superato. Tra tutti correva anche l'autista del pullman.

- Speriamo abbia lasciato andare la borsa – esclama il sacerdote vicino a me.

- Perché ?

- Perché altrimenti rischia grosso, qui non si scherza.

Cosa sia accaduto nel momento del recupero della borsa non lo abbiamo visto. Abbiamo visto solo rientrare il proprietario della borsa con aria soddisfatta e tutti i ragazzi dietro che lo avevano seguito. Nulla dell'autista e del ladro. Passa qualche minuto e da dietro i bandoni della strada vediamo spuntare l'autista che reggeva per un braccio il ladro. Trascinandolo arriva davanti alla porta del pullman lo sbatte per terra, si assicura che tutti lo stiano guardando, prende un bastone di legno che non so dove fosse prima e con forza inizia a picchiare il poveretto. E' riuscito a dare solo la prima legnata. Nell'arco di pochi secondi noi donne urlavamo come matte, gli uomini si sono proiettati fuori parandosi tra l'autista e il ragazzo e lo hanno fatto scappare.

Non potrò mai scordare la faccia esterrefatta del ragazzo che non credeva a ciò che gli stava capitando. Non potrò mai scordare neppure l'ira dell'autista che altrettanto incredulo urlava (tradotto da chi conosceva la lingua) che lui ci stava difendendo, che noi non potevamo interferire con la giustizia del Paese, che eravamo dei folli. C'è voluta tutta la diplomazia dei missionari per calmarlo e permetterci di partire.

- Lo avrebbe ammazzato?

- Forse si. Comunque non avrebbe passato un bel momento e lui lo sapeva. Qui funziona così. Tutti rubano per sopravvivere, non hanno altra possibilità nella maggior parte dei casi perché non c'è lavoro e ciò che guadagnano non basta mai. Sanno però che non si devono far prendere, perché i ladri sono puniti pubblicamente e siccome non ci sono le prigioni e non si possono mantenere i carcerati le punizioni sono molto, molto severe…. Ma lui lo sapeva e questo fa pensare.

-……che significa

- Non ha lasciato la borsa. Questo gli avrebbe permesso di correre più leggero e oltretutto solo l'autista avrebbe provato a seguirlo e magari non ci riusciva. Si vede che era proprio disperato e inconsciamente o meno cerca la morte. Qui i criteri legislativi sono un po' ribaltati.

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domenica 6 settembre 2009

Mamy please!

- Mamy, mamy please.

Mi ero da poco allontanata dal gruppo.

- Mamy, mamy please.

Inizio a pensare che quel ragazzo dagli occhi tristi si stia rivolgendo a me. Per l'ennesima volta mi pento amaramente di non aver cercato di riprendere lo studio dell'inglese sentendomi decisamente impedita.

- Yes

- Mamy, I go to house for job

Il loro inglese non è meglio del mio, per cui qualcosa riesco ad intuire, ma faccio finta di non aver capito e lo guardo in maniera interrogativa.

- Mamy, please I go to Italy for you. Job, I job

Far leva sul senso materno ha indubbiamente i suoi lati positivi, ma mille pensieri mi passavano per la testa mentre cercavo di mantenere un atteggiamento sereno e una risposta decente. L'aria che aveva non faceva pensare né ad uno scherzo, né ad una bambinata. Pensavo a mio figlio, decisamente più grande del ragazzo che mi parlava. Mai e poi mai potrei sopportare l'idea che nella sua disperazione andasse a chiedere ad una perfetta sconosciuta di poter partire per un paese altrettanto sconosciuto. Potevo essere chiunque, potevo avere qualsiasi intenzione. Già, qualsiasi condizione appare migliore della condizione in cui si trovano loro, ma questo vallo a spiegare a chi non ha occhi per vedere e orecchi per sentire.

Lo guardo sorridendo e gli chiedo

- What's your name?

Mi sorride smorzando la tristezza degli occhi : My name's Emmanuel

Mio nipote arriva in soccorso e gli spiega che in Italia non è così facile trovare lavoro e noi non possiamo portarlo perché occorrono dei permessi che non abbiamo.

Mai potrò dimenticare i suoi occhi e la tenerezza con cui ha tentato di far leva sul mio senso materno. Mai potrò dimenticare la tristezza con cui mi ha salutato. Opportunismo? Chissà, io lo chiamo istinto di sopravvivenza e quello che ho letto era proprio dolore.

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martedì 1 settembre 2009

GOMA ...... le parole sono di troppo!

Goma si presenta così : una città costruita sulla lava sotto un enorme vulcano.

Le foto sono fatte di straforo perchè la polizia non vuole ..............

Siamo arrivati di notte. Tranne al centro il resto della città è senza luce e la gente, i bambini girano al buio dove tutto, tutto è nero.

Senza luce e senza acqua!

Credevo di aver visto come era l'Africa, ma arrivata a Goma ho pianto per due giorni. Le foto non rendono il vero stato in cui vive quella gente, in cui crescono quei bambini.
E il Congo è una terra ricchissima!!!
Questo è un campo profughi al centro della periferia perchè intanto la città è cresciuta dopo l'ultima eruzione che l'ha quasi sommersa.

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