I conti senza l'oste
Mettiamo il caso di una persona che deve fare il passaporto di corsa perchè ha deciso all'improvviso di sposare l'idea di un viaggio in Africa. Erano circa 27 anni che non utilizzava più il suddetto per cui non si era posta il problema di rinnovarlo e questo è già un grave, gravissimo errore.
Altro errore è quello di andare al commissariato della propria città per chiedere qual'è la procedura più veloce e fidarsi di quanto le viene detto. Già perchè il gentile poliziotto della portineria le consegna velocemente il foglio della procedura le indica gli orari di apertura dello sportello e basta. Alla domanda se la richiesta va per forza fatta nella città di residenza la risposta è affermativa.
La povera illusa guarda l'orologio: sono le 12 perchè è stata impegnata con il lavoro fino a quell'ora, deve andare alla posta, fare le foto e comprare la marca e tornare entro le 12,30. Missione tentata, ma impossibile visto che alla posta c'è un'ora di fila. L'illusione è ottimista, per cui il rimandare di una sola giornata, ossia il giovedì pomeriggio, non sembra un grosso problema.
Già, infatti l'illusione è sempre destinata ad infrangersi dolorosamente.
E' vero che il giovedì pomeriggio alle 15,00 precise l'ufficio apre e accetta la domanda, ma ..................la pratica partirà giovedì prossimo in mattinata. Perchè nei paesi distanti 40 km dalla metropoli le pratiche partono una sola volta a settimana e alla portineria è sfuggito l'avvertimento.
L'illusa però sapeva che ci volevano massimo 15 giorni per avere un passaporto. Già, d'inverno, quando piove, nevica e la gente lavora. D'estate, con il caldo l'aria condizionata, il desiderio di vacanza e tutte le partenze ce ne vogliono almeno e dico almeno 22. Perchè? Perchè da Velletri bisogna andare ad Albano per lasciare le pratiche. Poi devono riposare, sedimentare un pò e ripartire per Roma chissà uno o due giorni dopo. Arrivate a Roma le pile di pratiche provenienti da tutta la provincia devono essere smaltite. Quindi ripartire e rifermarsi ad Albano, appena si sono riprese dalla lunga trasferta ripartono per Velletri. Se tutto va bene in 22 giorni ci sono, altrimenti diventano 30 chiaramente lavorativi.
L'illusa chiede se può portare di persona la pratica. Ma che scherziamo !!! Non l'accetteranno mai, al limite può ritirarla di persona a Roma e già sembra una grande concessione.
- Insomma se proprio vuole partire provi a tornare verso il 20 luglio e proviamo a vedere dove sta la pratica, poi si deciderà il da farsi. Può darsi che lei sia fortunata e per il 30 luglio possa partire!
- E se non si fa in tempo ? Io il biglietto e il viaggio lo devo pagare in anticipo.
- Certo, capisco, ma non si può fare nulla.
Un pò disorientata la povera illusa telefona ad un amico per esprimere la sua perplessità sulla possibile partenza viene trattata da ingenua. - Perchè non sei andata a Roma direttamente a fare la domanda?
- Perchè risiedo in provincia.
- Non vuol dire nulla la domanda si può fare direttamente a Roma.
Inutile replicare, tanto o sei illusa o sei ingenua il rischio di incrociare le dita per partire resta sempre perchè in Italia non esiste una procedura chiara e valida per tutti. Esistono tante procedure quante sono le teste decisionali, ossia un numero illimitato.
